Nottingham Guardian - Nabil Shehata, 'La musica unisce le persone e ci insegna a vivere insieme''

Nabil Shehata, 'La musica unisce le persone e ci insegna a vivere insieme''
Nabil Shehata, 'La musica unisce le persone e ci insegna a vivere insieme''

Nabil Shehata, 'La musica unisce le persone e ci insegna a vivere insieme''

A Lucca con l'orchestra Musica e Pace formata anche da israeliani e palestinesi

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(di Luciano Fioramonti) ''Per me la musica è connessione. Quando suoniamo o ascoltiamo musica, condividiamo un'esperienza che trascende lingua, nazionalità, religione o provenienza. La musica ha la straordinaria capacità di unire le persone e di ricordarci la nostra comune umanità''. Nabil Shehata, direttore tedesco-egiziano, riflette sul valore del suonare insieme, soprattutto in questo particolare momento storico, in vista del concerto che il 2 agosto lo vedrà sul podio a Lucca chiudere il Virtuoso & Belcanto Festival con il progetto 'Musica e Pace', l' orchestra formata da studenti del Festival, dell'Akademie Barenboim-Said di Berlino - nata nel segno dell'incontro tra musicisti israeliani, palestinesi e provenienti dai Paesi arabi del Medio Oriente e del Nord Africa -, del Conservatorio Boccherini e della Scuola di Fiesole. Il maestro avrà accanto Jan Bj›ranger primo violino e Claudio Bohórquez violoncello solista in un programma che include la Fantasia su un tema di Thomas Tallis di Vaughan Williams, le Variazioni su un tema rococò di Čajkovskij e la Sinfonia n. 2 di Beethoven. ''La musica è una forma di comunicazione unica - dice all' ANSA -. A tutti piace ascoltarla, ma fare musica insieme ci insegna qualcosa di ancora più importante. In un'orchestra ogni musicista deve suonare la propria parte ascoltando attentamente gli altri che potrebbero suonare qualcosa di totalmente diverso. Solo attraverso questo equilibrio tra responsabilità individuale e consapevolezza reciproca un'esecuzione può davvero prendere vita. Credo che in questo processo si nasconda una lezione preziosa: ci ricorda che nelle nostre conversazioni e interazioni quotidiane possiamo mantenere le nostre opinioni pur ascoltando e rispettando il punto di vista degli altri. In questo senso, la musica non solo unisce le persone, ma ci insegna anche a vivere e lavorare insieme''. Come è nata ''Musica e Pace''? ''L'orchestra è stata formata proprio per questa edizione del festival, quindi è la prima volta che ci esibiremo. Per quanto riguarda il futuro, chissà dove ci porterà questo progetto. Ci piacerebbe portarlo avanti ogni anno a Lucca e accogliere ancor di più musicisti di ogni Paese''. L' undicesima edizione della kermesse proporrà dal 21 luglio al 2 agosto oltre 40 appuntamenti tra Lucca, Firenze e Pisa. ''Sono onorato di dirigere il concerto di chiusura. Ciò che rende davvero speciale questo festival è la capacità di riunire studenti provenienti da tutto il mondo in un unico luogo, creando un ambiente in cui tutti possono ascoltare, imparare e ispirarsi a vicenda''. L'idea stessa di chiamare il progetto 'Musica e Pace' è legata allo scenario internazionale di questi anni. ''In un momento in cui ci troviamo di fronte a guerre, aggressioni e divisioni, credo sia importante creare momenti di felicità, speranza e gioia come risposta. Per questo concerto speciale abbiamo scelto la Seconda Sinfonia di Beethoven. Beethoven è stato una figura rivoluzionaria non solo nella musica, ma anche nel suo pensiero. Non si è mai interessato a compiacere i politici o a seguire le mode del momento. Credeva profondamente nell'umanità, nella libertà e nei valori umani. Credo che questo messaggio rimanga altrettanto attuale oggi''. Maestro, a che serve la musica? ''Sono costantemente affascinato dal fatto che un'orchestra sia composta da molti individui, ognuno con la propria voce, personalità e prospettiva. Eppure, ascoltandosi a vicenda, creano qualcosa di più grande di loro stessi. Credo che questa sia una delle lezioni più belle che la musica possa insegnarci. Nella sua forma migliore, la musica dà significato alle nostre emozioni, ci dona gioia, offre conforto nei momenti difficili e ci aiuta a comprendere noi stessi e gli altri più profondamente. Per questo credo che la musica non sia un lusso, ma una parte essenziale di ciò che ci rende umani''.

O.F.MacGillivray--NG