All'Opera di Roma La Bohéme con Carolina Lòpez Moreno
Dal 14 gennaio il titolo pucciniano firmato Davide Livermore
Un'esperienza immersiva per raccontare La bohème: così il regista Davide Livermore, autore anche di scene, costumi e luci, propone il capolavoro pucciniano in scena dal 14 gennaio al 25 gennaio all' Opera di Roma. Un gioco straordinario di tecnologia reso possibile grazie al videomapping di D-Wok di cui, da oltre dieci anni, il regista torinese si avvale per modificare profondamente l'estetica dell'opera, usando strumenti tecnologici e superfici come elementi sensibili per raccontare. A vestire i panni di Mimì è l'interprete pucciniana del momento, Carolina López Moreno, reduce dai successi in questo ruolo oltre che, come Suor Angelica, Cio-Cio-San in Madama Butterfly, e Magda ne La rondine. L'allestimento, dopo le rappresentazioni all'aperto, alle Terme di Caracalla (2014 e 2015) e al Circo Massimo (2021), dove la digital art è stata protagonista, torna all'Opera di Roma e in diretta su Radio3 Rai il 14 gennaio alle 20, ripensato per lo spazio intimo del Teatro Costanzi. ''Bohème non si studia, la si sa - diceva Livermore già nel 2014 -; ed è semplicemente perfetta, tanto perfetta da essere quasi una non-opera, una sorta di neo proto sceneggiatura cinematografica. Azioni ed emozioni vengono descritte con una precisione assoluta''. Per raccontare questa storia oggi, il regista ritiene che si debba assecondare fino in fondo la partitura pucciniana. ''Questo allestimento ci porta nel 1896, nella contemporaneità della scrittura pucciniana, immergendoci nell'arte visiva contemporanea alla prima rappresentazione di Bohème. Nell'atelier di Marcello, che diventa sintesi di tutta l'esperienza pittorica della Parigi fin de siècle, le pitture amplificano il racconto degli affetti in musica''. Sul podio dell'Orchestra dell'Opera di Roma torna Jader Bignamini che di Bohème dice «Non è nostalgia, è vita allo stato puro: piena, disordinata, improvvisa. A Roma questa produzione sarà un'occasione per restituire al pubblico il cuore pulsante dell'opera: la semplicità delle emozioni che diventano universali, tra sogni mai realizzati e affetti che resistono oltre la fine''. Alla bacchetta di Alessandro Palumbo è affidata la replica del 21 gennaio. A dar voce al gruppo di giovani bohémiens protagonisti della vicenda narrata nel libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, da Scènes de la vie de bohème di Henri Murger e Théodore Barrière, sono chiamati diversi cast che si alternano nelle undici recite. Nel ruolo di Mimì sono chiamate nelle repliche anche Maria Agresta e Roberta Mantegna. Saimir Pirgu torna all'Opera di Roma ma per la prima volta nel ruolo di Rodolfo. Nei panni del poeta cantano anche Francesco Demuro e René Barbera. Il pittore Marcello è interpretato da Nicola Alaimo, Vittorio Prato e Biagio Pizzuti. Il Coro del Teatro dell'Opera di Roma è diretto da Ciro Visco, con la partecipazione della Scuola di Canto Corale, guidata da Alberto de Sanctis.
Ch.Hutcheson--NG