Dagli antineutrini lo stato dei reattori nucleari spenti e del carburante esaurito
Prima misurazione grazie al rilevatore Double Chooz
Anche se un reattore nucleare viene spento i prodotti di fissione radioattivi a lunga vita continuano a decadere per mesi o addirittura anni, generando un debole flusso di una particolare tipologia di particelle note come antineutrini. Queste particelle, le più leggere ed elusive conosciute nell'Universo, fuoriescono indisturbate sia dal reattore che dalla schermatura circostante. E' quanto emerge da uno studio, condotto da Anthony Onillon e Thierry Lassere del Max-Planck-Institut für Kernphysik (MPIK) e pubblicato sulla rivista Physical Review Letters, che ha misurato per la prima volta l'emissione residua di antineutrini da reattori spenti e da combustibile esaurito. I risultati dimostrano che i rivelatori di antineutrini possono sondare i reattori nucleari anche durante i periodi di spegnimento, aprendo nuove prospettive per il monitoraggio dei reattori, la sicurezza nucleare e le attività di salvaguardia. La misurazione è stata effettuata presso la centrale nucleare di Chooz, sfruttando il rivelatore Double Chooz situato nel sottosuolo, a una distanza di circa 400 metri dai due noccioli dei reattori. Il dispositivo contiene oltre 30 metri cubi di scintillatore liquido, un materiale che emette minuscoli lampi di luce quando un antineutrino interagisce al suo interno. "Gli antineutrini - sottolinea Lasserre - interagiscono solo molto raramente con la materia. Tuttavia, quando uno di essi interagisce all'interno del rivelatore Double Chooz, si genera un caratteristico segnale luminoso doppio che può essere distinto dagli eventi di fondo". Analizzando 17,2 giorni di dati registrati mentre entrambe le unità del reattore erano completamente spente, sono stati registrati 100 eventi candidati come antineutrini, originati dalla radioattività residua nei noccioli dei reattori e nelle vicine vasche di raffreddamento del combustibile esaurito. Secondo gli esperti il segnale misurato concorda perfettamente con le simulazioni basate sulla quantità di combustibile nucleare rimanente e del decadimento dei prodotti di fissione a lunga vita media e dunque lo strumento si è rivelato fondamentale per verifiche indipendenti sullo stato dei reattori e delle quantità di combustibile esaurito.
W.Murphy--NG