Nottingham Guardian - Due violinisti in contatto virtuale grazie a robot indossabili

Due violinisti in contatto virtuale grazie a robot indossabili
Due violinisti in contatto virtuale grazie a robot indossabili

Due violinisti in contatto virtuale grazie a robot indossabili

Utili per allenare coordinazione e collaborazione, ma anche per la riabilitazione motoria

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Robot indossabili che comunicano tra loro e mettono coloro che li indossano, in questo caso due violinisti, in contatto virtuale, restituendo vibrazioni e impulsi che permettono di percepire i movimenti del partner. Sono stati realizzati da un gruppo internazionale di ricercatori guidato dall'Università Campus Bio-Medico di Roma e da quella di Ghent in Belgio, che li ha testati su coppie di violinisti sia professionisti che amatoriali. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Science Robotics, della quale si è guadagnato la copertina, e ha visto la partecipazione anche della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, della sua azienda spin-off Iuvo e dell'Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Roma. Replicando il contatto fisico, questi esoscheletri potrebbero rivelarsi utili per allenare coordinazione e collaborazione, ad esempio tra musicisti che devono esibirsi insieme, ma anche nell'ambito della riabilitazione motoria, connettendo in maniera virtuale terapisti e pazienti. La ricerca si colloca nell'ambito del progetto europeo Conbots, finanziato con quasi 5 milioni di euro e coordinato sempre dal Campus Bio-Medico di Roma. "Stiamo entrando in un'era in cui i robot possono mediare la comunicazione fisica tra esseri umani in modi completamente nuovi", afferma Domenico Formica, che ha coordinato lo studio insieme a Marc Leman dell'Università di Ghent. "Questo studio è un primo passo verso sistemi che connettono fisicamente le persone, rafforzandone il coordinamento, l'apprendimento e la riabilitazione". I ricercatori hanno sviluppato una coppia di esoscheletri indossabili per gli arti superiori in grado di percepire i movimenti e, quando questi non coincidono, di fornire feedback in tal senso. Gli esoscheletri sono stati testati su venti coppie di violinisti e i risultati mostrano che la loro sincronizzazione è migliorata significativamente rispetto a quando hanno suonato semplicemente guardandosi e ascoltandosi.

P.Connor--NG