Nel 'mondo' privato di Jago, dove le idee si fanno scultura
Visita esclusiva nel laboratorio a Capri, dove sorge il suo secondo museo
(dell'inviato Domenico Palesse) Per raggiungere Villa Lysis bisogna inerpicarsi sulla vetta del monte Tiberio. Rigorosamente a piedi. Da lassù la piazzetta simbolo di Capri diventa un puntino da cui si dipanano le strette stradine dell'isola. La riproduzione in bronzo della David vigila sul molo, come a voler richiamare le migliaia di turisti che ogni giorno approdano sull'isola, mentre il sole del tramonto illumina le sue forme. È qui che Jago ha scelto di realizzare il suo nuovo laboratorio, all'interno del secondo museo che inaugurerà tra due giorni, bissando così l'esperienza di Napoli. "Qui ho trovato una follia che sa d'amore", racconta all'ANSA durante una visita privata all'interno della sua 'casa', il luogo dove passerà la sua estate, tra argille, gessi e marmo. Idee che diventano progetti, modelli e sculture. Nel laboratorio affacciato sul golfo di Napoli si respirano creatività e passione, elementi che seguono un ritmo che sembra fuori dal tempo, lento e riflessivo, proprio come l'isola che lo ospita. Seduto su una delle casse di legno che poco prima custodiva una delle sue opere, Jago si racconta, circondato dai modelli di argilla di donne, le protagoniste del suo nuovo lavoro. "Rappresenteranno la bellezza araba e saranno velate" rivela l'artista, mostrando poi per la prima volta il progetto della 'David velata' che campeggia alle sue spalle. "La decisione di utilizzare la velatura nelle tante opere che sto realizzando - aggiunge - mi dà l'opportunità di offrire allo spettatore la possibilità di mettersi nei panni dello scultore, innescando il meccanismo della creatività. Bisogna immaginare cosa c'è sotto o dentro. Ognuno vedrà ciò che crede in base alle proprie esperienze. Come mi piace dire sempre, le mie sculture sono di proprietà di chi le osserva". "Realizzarle in questo luogo - sottolinea - è interessante, diventa misterioso come questo spazio o il tragitto che serve per arrivare qui". Un sentiero che i visitatori potranno attraversare a partire dal 20 giugno, data di apertura dello Jago Museum Capri, il secondo realizzato dallo scultore ciociaro e che sorge, ancora una volta, in Campania. "Mi sono innamorato di questo posto - racconta -. Si è così innescato quel pensiero folle che mi porta a realizzare la cosa più assurda possibile". Come, d'altronde, sono alcune delle sue opere più celebri, come quella dello 'svestito' papa Ratzinger. Ma il laboratorio ospita anche provini e modelli di quelle che, un giorno, potranno diventare nuove opere in marmo. Come quella dedicata al mito di Ciparisso, l'amante di Apollo trasformato in un albero del cipresso, o quella, supersegreta, ispirata all'attualità. "Questo luogo mi condiziona, così come lo stanno facendo già le persone che lo abitano - conclude -, perché ho scoperto dei modi di fare, dei modi di trasformare le idee in relazione al posto che sono completamente diverse da quelle che si trovano in altri posti, come la capacità di dare forma a tutto questo in meno di un anno". E in "tutto questo" lo scultore sarà immerso per i prossimi mesi, nella tranquillità dell'isola, con il riflesso del mare sui vetri delle finestre affacciate sul golfo. Poi il ritorno a Napoli per completare la sua 'tela di Penelope', quella immensa David di marmo che segnerà un nuovo capitolo della sua carriera.
Y.Urquhart--NG
