Spunta il fondo Apollo per il finanziamento del riassetto di Delfin
Si valutano alternative al tavolo con le banche
La struttura del finanziamento da 11 miliardi che porterebbe Leonardo Maria Del Vecchio al 37,5% di Delfin è in fase di ridefinizione. Nelle ultime settimane le trattative con il consorzio bancario avrebbero registrato un rallentamento e per questo motivo - si apprende da fonti vicine al dossier che confermano all'ANSA quanto anticipato da Il Sole 24 Ore - "spunta un piano B": si starebbe valutando il coinvolgimento di investitori istituzionali del private credit, tra i quali Apollo, uno dei principali fondi a livello globale. Rispetto al credito bancario tradizionale, precisano le stesse fonti, un fondo di questo tipo offrirebbe condizioni strutturalmente diverse: contratti più flessibili, durata del prestito fino a 5-7 anni contro i 18 mesi tipici del credito ordinario, e senza le complessità strutturali che in questa fase caratterizzano il posizionamento di alcuni istituti bancari. In operazioni di questa natura e complessità, le soluzioni di finanziamento si affinano nel tempo e il mercato offre sempre strumenti adeguati. L'operazione, aggiungono le stesse fonti, mantiene piena opzionalità sugli strumenti da utilizzare, anche alla luce di un contesto di mercato profondamente mutato: l'Opas di Intesa Sanpaolo su Mps ha rimescolato gli equilibri dell'intero sistema bancario italiano, rendendo gli istituti più cauti su impegni straordinari di lungo periodo. Alcune delle banche del consorzio originario resterebbero comunque nel perimetro delle interlocuzioni — UniCredit, che con Delfin condivide una sintonia di lungo corso, mantiene un rapporto consolidato con la holding — mentre si esplorano soluzioni più adatte alle specificità del momento.
D.R.Megahan--NG